Archivio per aprile 2011
Un desiderio realizzato
Posted on: 29 aprile 2011
- In: curiosità | riflessioni
- 2 Commenti
Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira.
J. D. Salinger
Fin da piccola ogni volta che finivo un libro avrei voluto scrivere all’autore il mio apprezzamento oppure il mio disappunto.
Da grande, avendo accesso a giornali e tv, non mancavo di ritagliare articoli e di registrare tutto ciò riguardasse i miei beniamini letterari (e non solo).
Con l’avvento di internet ho potuto accedere a mille informazioni, curiosità, testi inediti, interviste e quant’altro potesse soddisfare il mio desiderio di sentire “più vicini” gli scrittori che apprezzavo.
Poi… con un po’ di sfrontatezza o ingenuità o inconsapevolezza, non so, sono entrata in contatto con alcuni di loro e qualcuno l’ho pure conosciuto di persona!
E non è finita qui: di alcuni di loro sono pure diventata amica. Sono delle persone in gamba, splendide e molto umili (ok, non tutti!).
Chi lo avrebbe detto che un giorno avrei potuto, citando Salinger, “chiamarli al telefono tutte le volte che mi gira”?
Mary Zarbo
Giornata mondiale del libro 2011
Posted on: 23 aprile 2011
- In: editoria | iniziative | notizie | ricorrenze
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Oggi si celebra la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore.
Festeggiamola comprando, regalando, leggendo un libro!
QUI maggiori info e l’elenco di alcune manifestazioni in giro per l’Italia.
Oltre alla lettura e valutazione di manoscritti inediti, alla gestione editoriale, all’editing, alla revisione bozze, al ghostwriting, ai servizi web e grafica, siamo lieti di offrire a editori e scrittori anche un lavoro di traduzione dall’inglese, dallo spagnolo e dal tedesco (e viceversa).
(Qui descrizioni e costi).
Per ulteriori info e preventivi contattateci!
Scrivete a: literaid@gmail.com
oppure compilate questo modulo
L’ombra del vento di Zafòn
Posted on: 14 aprile 2011
Titolo: L’ ombra del vento
Autore: Ruiz Zafón Carlos
Traduttore: Sezzi L.
Editore: Mondadori
Data di Pubblicazione: 2004
Pagine: 438
Prezzo: Euro 13,00
Il romanzo di Zafòn l’ho letto perché consigliatomi da un’amica. Ne accenno QUI.
Le atmosfere ispaniche e sudamericane mi affascinano. Anche se si tratta di stili ed epoche diverse, scrittori come Cortàzar, Marquez e altri sono accomunati da quel quid che avvolge il lettore come filo di baco o di ragno paziente e lo tiene a sè, fino alla fine della lettura. Direi anche oltre.
L’ombra del vento è un romanzo che oserei dire quasi perfetto. E’ confezionato benissimo, se lo vogliamo intendere come mero prodotto dell’industria editoriale., eppure non è solo questo.
Zafòn ha saputo utilizzare bene gli ingredienti, quali la narrazione di formazione, il fantasy, il thriller, la politica, la sociologia, la storia…
Uno dei personaggi più riusciti secondo me è Fermìn. L’estro, il passato avventuroso e un po’ oscuro, la simpatia, il suo fisico ce lo rendono subito simpatico.
La storia, però, scade verso la fine. I tanti elementi in comune del protagonista con la storia di Jùlian preparano il lettore a un’identificazione quasi soprannaturale, che viene disattesa.
E che dire della lunga lettera di Nuria? Questo personaggio, alla fine, si offre ai nostri occhi come una divinità greca alla fine di una tragedia (mi riferisco alla rivelazione delegata al deus ex machina).
Troppo lunga la lettera, troppo forzato il finale, anche se abbastanza positivo.
In complesso, il romanzo di Zafòn è piacevole, intrigante, scritto bene e tradotto superbamente.
Mary Zarbo
Sarà Roberto Saviano ad aprire la V edizione del Festival Internazionale del Giornalismo che si terrà a Perugia dal 13 al 17 aprile. Saviano sarà al Tetro Pavone martedì 12 aprile alle 21:00 con l’intervento: Ti opponi? Sarai delegittimato. Come riconoscere e fermare la macchina del fango.
Programma, ospiti, concorsi e tutto quanto riguarda l’evento
Dal bunga bunga all’affare Wikileaks con Evgeny Morozov. Da Vauro a Luca Sofri, da Milena Gabanelli a Fulvio Abbate, da Ezio Mauro a Peter Gomez, da… centinaia tra giornalisti di testate italiane e straniere, fotografi, freelance, blogger, documentaristi, Global Voices. E oltre ad Al Jazeera c’è anche Marco Civoli!
TUTTI GLI INCONTRI SONO A INGRESSO LIBERO
Cinema all’aperto di Gianni Celati
Posted on: 8 aprile 2011
Cinema all’aperto
Tre documentari e un libro
Fandango
Cofanetto QUI
«Allora il problema è di rompere queste determinazioni del realismo e concepire, dal mio punto di vista, quello che noi chiamiamo il reale piuttosto come un ostacolo, il reale è un inciampo, esiste quando c’è l’inciampo, che appunto è l’introduzione dell’aria, ed è una questione dell’aria. E credo che una delle cose che ci manca di più è l’aria, in tutto quello che facciamo, nei romanzi ci manca l’aria» da IL CINEMA DEVE DISSOLVERSI NELL’ARIA
Cinema all’aperto racchiude in un unico cofanetto i tre documentari realizzati da Gianni Celati e mai distribuiti prima d’ora: “Strada provinciale delle anime”, “Il mondo di Luigi Ghirri”, “Case sparse – Visioni di case che crollano”. In questa trilogia video Gianni Celati prosegue e integra la sua attività di scrittore, compiendo una significativa riflessione sul concetto di realismo, sulla modernità, sul vedere e sul percepire.
In “Strada provinciale delle anime” (1991) lo scrittore percorre il delta del Po, lo stesso paesaggio della raccolta “Verso la foce”, su una corriera azzurra insieme a trenta persone tra cui vecchi zii e zie, cugini parenti e amici.
“Il mondo di Luigi Ghirri” (1998) è una testimonianza appassionata sul lavoro di uno dei maggiori fotografi italiani prematuramente scomparso nel ’92; una celebrazione della sua vita, delle sue opere, e del suo modo di concepire l’arte.
“Case sparse – Visioni di case che crollano” (2003), il capitolo conclusivo, parte dall’idea di non mostrare le migliaia di case abbandonate nelle campagne della valle del Po come malinconici segni del passato, ma come uno tra i più straordinari aspetti di un paesaggio moderno.
Il libro di accompagnamento raccoglie testi di Gianni Celati sul cinema, interviste, e approfondimenti critici sulla sua attività di regista.
Esce oggi per Transeuropa Edizioni, La seconda persona di Demetrio Paolin, un dittico di racconti composto da Appunti per una giovinezza e Fabbrica, di cui QUI un assaggio.
La seconda persona
Transeuropa
Collana: Inaudita
con cd allegato, Dalla parte del torto di Claudio Lolli
pp. 80
€ 15,00
Demetrio Paolin è autore de Il pasto grigio, (Untitled Editori), Una tragedia negata. Il racconto degli anni di piombo nella narrativa italiana, (Vibrisselibri 2007, scaricabile QUI, e poi uscito nel 2008 per Il Maestrale) e Il mio nome è Legione (Transeuropa, 2009).
Nuovi servizi web e grafica
Posted on: 4 aprile 2011
In merito ai servizi editoriali che Literaid vi propone in dettaglio QUI, ogni tanto è bene fare un riepilogo, soprattutto quando si diventa più grandi e i servizi aumentano!
Oltre alla lettura e valutazione di manoscritti inediti, alla gestione editoriale, all’editing, alla revisione bozze e al ghostwriting, siamo in grado infatti di fornirvi ora anche servizi web e grafica, quali:
- Costruzione siti personali
- Grafica di copertina
- Impaginazione
- Progettazione cataloghi
chiunque è interessato ai nuovi servizi web e grafica può contattare direttamente Giorgia Siniscalchi.
Sito: www.giorgiasiniscalchidesign.it
E-mail: redazione@assoedizioni.it
Li sapevo entrambi da un po’. Della loro pubblicazione. E ora li ho qui, uno sulla sinistra, alle spalle, come può essere alle spalle un libro letto, e l’altro sulla destra, davanti, ché lo sto leggendo proprio ora. La vita oscena di Aldo Nove e La vita accanto di Mariapia Veladiano. Uno contro l’altro, uno di fianco all’altro. Uno accanto all’altro che ne duplica l’oscenità. L’oscenità di “esistere sul ciglio estremo del mondo”. L’autobiografia romanzata di Nove e la storia di Rebecca. La malattia, la morte dei genitori, la depressione, il tentativo di annullarsi fisicamente, di annichilirsi, la droga, il parossismo del sesso: questa è la vita oscena. Il tutto compiuto con l’intento preciso di umiliarsi, di forzare la vita, di azzerarla il più possibile, di oltrepassare sempre di più la soglia, scivolare nell’abisso, giù, sempre più giù, in una Via Crucis verticale. Abiezione, certo. Ma anche estrema sincerità. In alcune interviste Aldo Nove ha parlato proprio della sincerità con cui si è raccontato, laddove per “sincerità” va inteso anche il lavoro di precisione fatto sulla lingua e sullo stile. “Niente effetti speciali”, ha detto. Ora, io mi immagino che mentre lo diceva, la Rebecca di Mariapia Veladiano prendeva piena consapevolezza della propria osenità, della propria bruttezza. Perché la “tragedia” di Rebecca è di essere una donna brutta, di essere stata una ragazza brutta, di essere stata una bambina brutta. Brutta nel corpo. Un corpo che, però, contiene un dono. Come quello di Aldo Nove, il cui libro, anche solo l’averlo scritto, vale quanto un dono.
Io veramente era qualche giorno che volevo scrivere un pezzo sul libro di Nove, sullo stile spoglio eppure denso di significanti e significati, sul vuoto e sul pieno, su come risaltino in alcune pagine gli oggetti, la pietas per gli oggetti, sul rapporto strettissimo tra poesia e pornografia, e sulle ultime pagine del libro. Su come si possa utilizzare la scrittura in tanti modi e per tanti scopi e si possano scrivere per anni romanzi (Amore mio infinito) e racconti che forse non sono altro se non tappe di avvicinamento, stazioni, approssimazioni a quanto di più privato ci portiamo dentro. A quanto di più doloroso abbiamo attraversato. Tutte tappe necessarie per poter poi affrontare e risolvere in maniera definitiva i fantasmi. A molti scrittori è capitato così, e pensavo a quel libro assoluto, totalizzante che è I miei luoghi oscuri di James Ellroy. Ma anche, per esempio, al disco del 1992 di Lou Reed, Magic and loss. Insomma, volevo scrivere un pezzo che tenesse conto di tutto questo, ma anche del male in letteratura, del rapporto con il male e con il corpo che tanto contraddistingue certa scrittura contemporanea (Il male naturale di Giulio Mozzi, Il mio nome è Legione di Demetrio Paolin, Il nemico di Emanuele Tonon), e poi non l’ho fatto. Non finora almeno. Non fino alle 21:38 di venerdì primo aprile 2011.
Gianluca Minotti







