Archivio per febbraio 2012
Comunicazione di servizio
Posted on: 20 febbraio 2012
Ringraziamo tutti coloro che passano di qui e chi ci scrive per proporre testi o chiedere suggerimenti. Desideriamo avvertire, però, chi vuole mandare CV che al momento non abbiamo l’esigenza di ulteriori collaboratori.
Mary e Gianluca
Una palude digitale…
Posted on: 7 febbraio 2012
PALUDEGiuanin, un anziano che vuole farla finita sparandosi con una vecchia pistola e che accidentalmente incontrerà il suo angelo custode con le fattezze di una moldava di mezza età; Mario Marino, dipendente comunale che si gonfia minuto dopo minuto, bolso di ambizioni e futili vanità; Clara e Mimmo, che si amano e non si amano, che si cercano e si disperdono; Gegio, ù Bullet e i loro amici ultrà, in cerca di evasione attraverso una turbolenta trasferta calcistica. Sono questi i personaggi di Palude. Fra spacciatori, colf, uomini da bar, impiegati, pensionati, prostitute, perdenti, un libro di racconti che può essere letto come un romanzo. Un testo che dissacra e sbeffeggia Ferrara, la palude, il contenitore creativo di queste singolari storie.
In versione eBook ecco finalmente anche Palude di Enrico Astolfi, uno scrittore ferrarese trapiantato a Roma. Sensibile e attento, riesce a cogliere e a restituire, con pennellate ad effetto, le varie sfaccettature di personaggi che resteranno a lungo nella memoria di chi vorrà leggerne la storia.
(QUI la nostra recensione a La ballata del Tocororo, scritto dallo stesso Astolfi e da Lorenzo Mazzoni).
Mary Zarbo
Una nuova uscita per Camelozampa
Posted on: 3 febbraio 2012
A spasso con gli alieni
Autore: Emanuele Cirani
Illustratore: Ilaria Guarducci
Collana: Le Piume Zampanera
Editore: Camelozampa
Prezzo: euro 13
32 pagine illustrate a colori
Età: dai 4 anni
Uscirà il prossimo 4 febbraio nelle librerie italiane A spasso con gli alieni, albo illustrato pubblicato da Camelozampa nella collana Le Piume, scritto da Emanuele Cirani e illustrato da Ilaria Guarducci.
Dall’autore di Dinosauri che mangiavano fatine, un nuovo albo che unisce umorismo e divulgazione per i più piccoli.
“Sei proprio sicuro che nel nostro universo questo sia l’unico posto con alberi e insetti? Con mucche e serpenti? L’unico posto con ruscelli e mari?”
Un misterioso alieno ci invita ad accomodarci nella sua astronave per un viaggio alla scoperta… della vita, in posti lontanissimi dalla nostra Terra. Un viaggio che stimola la fantasia e l’immaginazione, ma ci fa anche capire che la vita, ovunque si sviluppi, deve adattarsi all’ambiente che la circonda.
Potremo così ammirare il gigantesco Gigatremo, che si muove lentissimo sulle sue zampe massicce, per via della fortissima gravità: sulla sua schiena camminano gli animaletti che lo aiutano a liberarsi dai fastidiosissimi pidocchi a nove occhi. Scopriremo la gigantesca balena volante del pianeta 4CC420, e i microrganismi che vivono all’interno delle nebulose, nutrendosi di ghiaccio e minerali. Per terminare il nostro viaggio a pochi passi da casa, sulla superficie gelata di Europa e sbirciando il suolo del pianeta rosso, Marte.
E finiremo per scoprire che persino la vita sulla Terra potrebbe essere… extraterrestre!
Per informazioni
Wisława Szymborska
(Kórnik, 2 luglio 1923
Cracovia, 1 febbraio 2012)
Ringraziamento (da “Vista con granello di sabbia” 1996)
Devo molto
a quelli che non amo.
Il sollievo con cui accetto
che siano più vicini a un altro.
La gioia di non essere io
il lupo dei loro agnelli.
Mi sento in pace con loro
e in libertà con loro,
e questo l’amore non può darlo,
né riesce a toglierlo.
Non li aspetto
dalla porta alla finestra.
Paziente
quasi come un orologio solare,
capisco
ciò che l’amore non capisce,
perdono
ciò che l’amore non perdonerebbe mai.
Da un incontro a una lettera
passa non un’eternità,
ma solo qualche giorno o settimana.
I viaggi con loro vanno sempre bene,
i concerti sono ascoltati fino in fondo,
le cattedrali visitate,
i paesaggi nitidi.
E quando ci separano
sette monti e fiumi,
sono monti e fiumi
che si trovano in ogni atlante.
E’ merito loro
se vivo in tre dimensioni,
in uno spazio non lirico e non retorico,
con un orizzonte vero, perchè mobile.
Loro stessi non sanno
quanto portano nelle mani vuote.
“Non devo loro nulla” -
direbbe l’amore
su questa questione aperta.
Ogni Caso (da “Ogni Caso”, 1972)
Poteva accadere.
Doveva accadere.
È accaduto prima. Dopo.
Più vicino. Più lontano.
È accaduto non a te.
Ti sei salvato perché eri il primo.
Ti sei salvato perché eri l’ultimo.
Perché da solo. Perché la gente.
Perché a sinistra. Perché a destra.
Perché la pioggia. Perché un’ombra.
Perché splendeva il sole.
Per fortuna là c’era un bosco.
Per fortuna non c’erano alberi.
Per fortuna una rotaia, un gancio, una trave,
un freno,
un telaio, una curva, un millimetro, un secondo.
Per fortuna sull’acqua galleggiava un rasoio.
In seguito a, poiché, eppure, malgrado.
Che sarebbe accaduto se una mano, una gamba,
a un passo, a un pelo
da una coincidenza.
Dunque ci sei? Dritto dall’attimo ancora socchiuso?
La rete aveva solo un buco, e tu proprio da lì?
Non c’è fine al mio stupore, al mio tacerlo.
Ascolta
come mi batte forte il tuo cuore.

