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Wisława Szymborska

(Kórnik, 2 luglio 1923

Cracovia, 1 febbraio 2012)

 

 

 

 

 

 

Ringraziamento (da “Vista con granello di sabbia” 1996)

Devo molto
a quelli che non amo.
Il sollievo con cui accetto
che siano più vicini a un altro.

La gioia di non essere io
il lupo dei loro agnelli.

Mi sento in pace con loro
e in libertà con loro,
e questo l’amore non può darlo,
né riesce a toglierlo.

Non li aspetto
dalla porta alla finestra.
Paziente
quasi come un orologio solare,
capisco
ciò che l’amore non capisce,
perdono
ciò che l’amore non perdonerebbe mai.

Da un incontro a una lettera
passa non un’eternità,
ma solo qualche giorno o settimana.

I viaggi con loro vanno sempre bene,
i concerti sono ascoltati fino in fondo,
le cattedrali visitate,
i paesaggi nitidi.

E quando ci separano
sette monti e fiumi,
sono monti e fiumi
che si trovano in ogni atlante.

E’ merito loro
se vivo in tre dimensioni,
in uno spazio non lirico e non retorico,
con un orizzonte vero, perchè mobile.

Loro stessi non sanno
quanto portano nelle mani vuote.

“Non devo loro nulla” -
direbbe l’amore
su questa questione aperta.

Ogni Caso (da “Ogni Caso”, 1972)

Poteva accadere.
Doveva accadere.
È accaduto prima. Dopo.
Più vicino. Più lontano.
È accaduto non a te.
Ti sei salvato perché eri il primo.
Ti sei salvato perché eri l’ultimo.
Perché da solo. Perché la gente.
Perché a sinistra. Perché a destra.
Perché la pioggia. Perché un’ombra.
Perché splendeva il sole.
Per fortuna là c’era un bosco.
Per fortuna non c’erano alberi.
Per fortuna una rotaia, un gancio, una trave,
un freno,
un telaio, una curva, un millimetro, un secondo.
Per fortuna sull’acqua galleggiava un rasoio.
In seguito a, poiché, eppure, malgrado.
Che sarebbe accaduto se una mano, una gamba,
a un passo, a un pelo
da una coincidenza.
Dunque ci sei? Dritto dall’attimo ancora socchiuso?
La rete aveva solo un buco, e tu proprio da lì?
Non c’è fine al mio stupore, al mio tacerlo.
Ascolta
come mi batte forte il tuo cuore.

Tomas Tranströmer

(Stoccolma, 15 aprile 1931)

Scrittore, poeta e traduttore svedese, molto conosciuto e apprezzato in Patria, vincitore del Nordic Council’s Literature Prize, dello Struga Poetry Evenings (del quale sono stati insigniti poeti del calibro del cileno Pablo Neruda e degli italiani Edoardo Sanguineti e Eugenio Montale) e del Neustadt International Prize for Literaturenel 1990.

Nel 2011 è stato insignito del Premio Nobel per la letteratura con la seguente motivazione: “Attraverso le sue immagini dense e nitide, ha dato nuovo accesso alla realtà”.

Non ci sono spazi vuoti.

Stupendo sentire come la mia poesia cresce

mentre io mi ritiro.

Cresce, prende il mio posto.

Si fa largo a spinte.

Mi toglie di mezzo.

La poesia è pronta.

da Uccelli mattutini

 È morto Sergio Bonelli.

Nato nel 1932, figlio di Gian Luigi Bonelli, il creatore di Tex, è stato uno dei protagonisti della letteratura disegnata. A sua volta sceneggiatore, ha creato i personaggi di Zagor e Mister No.

Molti si sono avvicinati alla lettura come svago attraverso i fumetti.

Io e Gianluca vogliamo rivolgere un pensiero grato a Sergio Bonelli e a tutti gli altri che hanno regalato sogni ed emozioni a noi lettori.

Oggi si celebra la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore.

Festeggiamola comprando, regalando, leggendo un libro!

QUI maggiori info e l’elenco di alcune manifestazioni in giro per l’Italia.

Sarà Roberto Saviano ad aprire la V edizione del Festival Internazionale del Giornalismo che si terrà a Perugia dal 13 al 17 aprile. Saviano sarà al Tetro Pavone martedì 12 aprile alle 21:00 con l’intervento: Ti opponi? Sarai delegittimato. Come riconoscere e fermare la macchina del fango.

Programma, ospiti, concorsi e tutto quanto riguarda l’evento

QUI

Dal bunga bunga all’affare Wikileaks con Evgeny Morozov. Da Vauro a Luca Sofri, da Milena Gabanelli a Fulvio Abbate, da Ezio Mauro a Peter Gomez, da… centinaia tra giornalisti di testate italiane e straniere, fotografi, freelance, blogger, documentaristi, Global Voices. E oltre ad Al Jazeera c’è anche Marco Civoli!

TUTTI GLI INCONTRI SONO A INGRESSO LIBERO

 

 

 

 

 

 

 

 

In attesa che ad aprile siano rivelati i 12 nomi tra i quali saranno selezionati i 5 finalisti al Premio Strega 2011, portate pazienza e leggete i titoli proposti da piccoli medi e grandi editori. Sono molti, quindi portate molta pazienza.

I piccoli e medi editori propongono i seguenti autori e libri:

Giorgio Nisini, La città di Adamo, Fazi;

Donatella Di Pietrantonio, Mia  madre è un fiume , Elliot;

Viola Di Grado, Settanta acrilico trenta lana, e/o;

Luciana Castellina, La scoperta del mondo , Nottetempo;

Carlo D’Amicis, La battuta perfetta, Minimum Fax;

Michele Vaccari, L’onnipotente, Laurana;

Andrea Caterini,  La guardia, Italic;

Fabio Guarnaccia, Più leggero dell’aria, Transeuropa;

I grandi editori, invece, in seguito alle polemiche degli ultimi quattro anni, tacciono. Si vociferano però alcuni nomi:

Aurelio Picca, La fortuna è nostra, Rizzoli;

Mario Fortunato, Allegra Street, Bompiani;

Federica Manzon, Di fama e di sventura, Mondadori;

Chiara Gamberale, Le luci nelle case degli altri, Mondadori;

Mario Desiati, Ternitti, Mondadori;

Mariapia Veladiano, La vita accanto, Einaudi;

Andrea Bajani, Ogni promessa, Einaudi;

Alessandro Mari, Troppo umana speranza, Feltrinelli;

Bruno Arpaia, L’energia del vuoto, Guanda;

Romana Petri, Tutta la vita, Longanesi;

Ci sono poi i titoli proposti tramite social network quali Facebook che, per così dire, si sostituiscono agli “Amici della domenica”:

Alessandro Bertante, Nina dei lupi, Marsilio;

Carlo Cannella, Tutto deve crollare, Perdisa;

L’elenco non è completo.

Non sto qui a dilungarmi sugli interessi in gioco. Molti di questi autori sono esordienti. E, ammetto, alcuni di questi libri non li ho letti. Magari, chissà, saranno tutti ottimi e tutti davvero meritevoli dello Strega; però, mi paiono eccessivi come numero, così si finisce con il candidare alla candidatura (giacché di questo per ora si tratta) tutto ciò che è stato pubblicato, quando invece i criteri dovrebbero essere altri. Il criterio dovrebbe essere… dovrebbe essere… dovrebbe essere… la qualità. No, scusate, ho sbagliato: IL MERCATO, il criterio è il mercato, scemo che sono!

Tempo di uccidere di Ennio Flaiano si è aggiudicato il primo Strega. Era il lontano 1947.

Gianluca Minotti



Venerdì 11 marzo, dalle ore 18:30 alle 21:30

presso

Libreria Griot

Via Santa Cecilia 1/A

Roma

presentazione e reading di

Verrà domani e avrà i tuoi occhi

Frammenti di vita migrante dall’universo

Compagnia delle Lettere

Racconti di:

Julio Monteiro Martins, Giorgio Nardi, Christiana de Caldas Brito, Savina Dolores Massa, Michele Zizzari, Claudiléia Lemes Dias, Aurora Filiberto Hernandez, Paolo Piccoli, Lorenzo Mazzoni, Kathiusca Toala Olivares, Guergana Radeva, Irina Serban, Enrica Boffetta, Flore Murard-Yovanovitch, Ingy Mubiayi, Alfredo Chiatello, Cristina Sebastiani, Simone Silva, Antonia Piredda, Judicael Ouango Kiswendsida.

 

Per qualsiasi ulteriore informazione: QUI



Venerdì 4 marzo, alle ore 18:15, si terrà a Roma, presso la Libreria Mondadori di Via del Pellegrino, 94 (Campo de’ Fiori), la presentazione de
IL MALE NATURALE
di Giulio Mozzi
Laurana Editore
oltre all’autore, interverrà Andrea Cortellessa, critico e storico letterario.
Uscito per Mondadori nel 1998, Il male naturale è uno di quei libri che hanno segnato la storia recente della scrittura. Su due binari: uno eminentemente letterario (meno male!) e uno che di letterario ha poco. La censura. L’interrogazione parlamentare voluta dal leghista Oreste Rossi, giacché l’editore aveva pubblicato sul sito uno dei racconti che compongono la raccolta. Il racconto è Amore dove in tre pagine folgoranti è trattato, appunto, l’amore tra un bambino e un adulto. Pedofilia, pornografia: di questo si parlò. E il libro fu presto rtitirato dalle librerie. Ma coloro che – diciamo così – avevano fatto in tempo a leggerlo, si erano trovati di fronte a tredici racconti che riuscivano a parlare di vita, di morte, di dolore, di sentimenti, con una nitidezza davvero rara; come si evidenzia nella bandella dell’edizione Mondadori: “con approccio assoluto, frontale e allo stesso tempo quasi trascendente”. Il male che qui si tocca è il male consustanziale all’umano, ed è “naturale” perché fa parte di noi, è esso stesso a rivelarci come esseri umani. Non è un male esterno, non è un male che ci attacca da fuori, ma è un male che è carne della nostra carne. “Esiste un male che non è colpa di nessuno. Un male naturale”.
Dopo dodici anni il libro ritorna pubblicato da Laurana Editore con un breve saggio di Demetrio Paolin.
Quello che ci terrei a evidenziare di questi racconti è che per ognuno è riportata la data di inizio e fine scrittura. Per Bella, ad esempio, è: 22 febbraio 1988 – maggio 1996. Otto anni. Giulio Mozzi ha impiegato otto anni per concludere (semmai si può “concludere”) questo racconto. E ce lo dice apertamente. Perché? Perché per lui la scrittura è e deve essere naturale. La gestazione di un racconto può essere lunga, però poi, se funziona, dentro di noi accade qualcosa. Si parte da un’immagine, da una sensazione, da qualcosa di visivo o sensoriale (un dolore?) e poi si cercano le parole per dire. O meglio. Si lascia che le parole arrivino in maniera naturale. Nel caso di questi racconti,  a fare da detonatore, è spesso una semplice frase di inizio, che se è quella giusta, si porta a cascata tutto il resto. Se è quella giusta, “i racconti si sviluppano finché lo consente una sorta di impulso naturale a proseguire”. Sottolineo ciò, perché, mi pare, in tutti gli articoli usciti per la ripubblicazione del libro – e sono tanti – questo aspetto, pure importante, è stato un poco trascurato.
Gianluca Minotti

Wu Ming, Valerio Evangelisti, Massimo Carlotto, Tiziano Scarpa, Nanni Balestrini, Daniel Pennac, Giuseppe Genna, Giorgio Agamben, Girolamo De Michele, Vauro, Lello Voce, Pino Cacucci, Christian Raimo, Sandrone Dazieri, Loredana Lipperini, Marco Philopat, Gianfranco Manfredi, Laura Grimaldi, Antonio Moresco, Carla Benedetti, Stefano Tassinari: questi e molti altri sono gli scrittori messi al bando dall’assessore alla Cultura della Provincia di Venezia con delega alle Biblioteche, Raffaele Speranzon, in forza al PDL, su suggerimento di Paride Costa, collega consigliere nel Comune di Martellago e di Roberto Bovo, semplice cittadino. Una lunga lista di proscrizione come segnale incoraggiante e illuminato che fa ben sperare per il 2011. Per la politica culturale italiana che non smette mai di distinguersi, e che, evidentemente, rimpiange i bei tempi andati, soprattutto quel 10 maggio 1933, quando a Berlino fu acceso un enorme falò dinanzi al Teatro dell’Opera Kroll, e con Goebbels tra gli oratori, vennero bruciati un bel po’ di libri pericolosi.

L’iniziativa di boicottaggio civile è rivolta a tutti gli uomini di lettere che nel 2004, quando fu arrestato in Francia, firmarono una petizione per la liberazione di Cesare Battisti.

Dal Gazzettino di ieri, 16 gennaio 2011, fiero di sé, l’assessore illuminato, tuona: «Scriverò agli assessori alla Cultura dei Comuni del Veneziano perché queste persone siano dichiarate sgradite e chiederò loro, dato anche che le biblioteche civiche sono inserite in un sistema provinciale, che le loro opere vengano ritirate dagli scaffali: è necessario un segnale forte dalla politica per condannare il comportamento di questi intellettuali che spalleggiano un terrorista. Chiederò di non promuovere la presentazione dei libri scritti da questi autori: ogni Comune potrà agire come crede, ma dovrà assumersene le responsabilità. Inoltre come consigliere comunale a Venezia, presenterò una mozione perché Venezia dia l’esempio per prima».

Ora, di fronte a una tale scelleratezza, è difficile replicare. Difficile perché cosa si può replicare a personaggi che essendo ASSESSORI ALLA CULTURA DI PROVINCE CON DELEGA ALLE BIBLIOTECHE si rivelano con l’essere assolutamente privi di qualsiasi, seppur minimo, lontano, remotissimo barlume su cosa debba intendersi per cultura? Ché a gente normale come noi, non assessori di nessunissima cultura di nessuna provincia e per di più privi di delega alle biblioteche (semmai possessori di tessera, ma questa è un’altra cosa) – diciamolo: del tutto ignoranti – soltanto l’idea che qualcuno possa farsi portatore di un simile scempio, fa rabbrividire. E si dirà: buon pro che allora ci siano nuovi roghi, ci riscalderemo.

Seriamente: non è più tempo di roghi, è tempo, se possibile, di qualcosa di ancor più terrificante. Nelle parole dell’assessore in questione sono contenuti tre elementi allarmanti: 1) l’humus culturale, (in)fertile da cui traggono origine  siffatti deviati modi di pensare, che non portano neanche a vergognarsi di sé e anzi, ad alzare la voce (Nella lettera con la quale i promotori rivendicano la loro ideologia, si legge: «La nostra è la decisione di schierarci in modo chiaro ed inequivocabile contro chi sostiene che l’Italia non è un Paese democratico, libero, garantista del diritto e della libertà individuale»), perché rassicurati dal fatto di ottenere consensi. 2) l’intimidazione esplicita, anche grazie al plauso del COISP (un sindacato di Polizia) rivolta a tutti gli operatori che lavorano nelle biblioteche, con quel «Ogni Comune potrà agire come vuole, ma dovrà assumersene le responsabilità». Dichiarazione riportata sopra e che appare tanto come una minaccia. 3) Far passare implicitamente il messaggio che gli autori proscritti siano dei terroristi incalliti.

Dal mio punto di vista, segnalandovi la discussione sul blog dei Wu Ming e avendo già recensito un libro di uno di questi scrittori sovversivi – Le cose fondamentali di Tiziano Scarpa – mi affretto a recensire gli altri prima che vengano fatti sparire.

Gianluca Minotti


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