Mi vedo un film con Paul Auster

Poi a volte succede questo: succede che i personaggi di un libro si mettono a fare cose e tu devi interrompere la lettura perché ti viene voglia di farle anche te, quelle cose. E non è detto che siano cose memorabili, azioni grandiose o chissà cosa. No, adesso, per esempio, c’è un personaggio femminile dell’ultimo romanzo di Paul Auster, Sunset Park, Alice Bergstrom, che per questioni di studio si è messa a vedere I migliori anni della nostra vita, il film di William Wyler del 1946 che all’epoca vinse sette Oscar: miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista, miglior attore non protagonista, migliore sceneggiatura, miglior montaggio, migliore colonna sonora.

 

 

Bene. Rovisto tra i miei DVD e non lo trovo. Una volta, ai tempi delle VHS avevo la cassetta. Avevo un migliaio di film in cassetta. Tutti ormai inservibili. Nastri rovinati. Anche il videoregistratore è rotto. Molti li ho buttati. Anche per ragioni di spazio. Avevo I migliori anni della nostra vita e ora mi è venuta voglia di rivederlo. Ma, ripeto, non ce l’ho. Mi sembrava di averne una copia in DVD ma mi sarò sbagliato. Ho un moto di stizza. E comunque, a pensarci bene, anche se l’avessi, non mi andrebbe di vedere il film da solo. Riapro il libro e decido di fare così: siccome Auster segue Alice mentre guarda il film, raccontando alcune scene che la ragazza si appunta per la sua tesi di laurea, vedrò il film insieme a lei. Io e Alice Bergstrom! Chi l’avrebbe mai detto?

Gianluca Minotti

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