Anime tagliate di Francesco Scardone

Anime tagliate

Francesco Scardone

Ciesse ed. 2011

Il romanzo Anime tagliate di Francesco Scardone già nelle prime pagine non lascia indifferenti: le descrizioni sono molto accurate (forse troppo), sconcertano e coinvolgono il lettore.

Il giovane protagonista (il racconto è in prima persona) per tutta la vita sarà condizionato dalla presenza materna acida, fredda e a tratti crudele. In questo romanzo il noto complesso di Edipo viene invertito:  il figlio ha un complicato rapporto di odio/dipendenza dalla madre che vorrà, fin dall’infanzia, sopprimere. Ma questo non risolverebbe i suoi problemi: difatti, quando, per un cancro, la madre viene a mancare, il giovane sente che la crudeltà materna, il suo modo tutto particolare di volere “il  bene del figlio” lo motivava, dava quasi un senso al suo esistere, alla sua sofferenza.

Nel romanzo si alternano ricordi, flashback che spiegano il presente; altre volte, invece,  si descrivono  eventi che il lettore non sa se attribuire alla fervida fantasia del protagonista o a fatti realmente accaduti.

Tutti i personaggi hanno qualcosa di morboso, di negativo, che prima o poi trapela agli occhi degli altri o solo del ragazzo. Ad esempio, la madre così perfettina non soltanto reca del male psicologicamente al figlio ma in pratica anche alle persone e agli animali a lui vicini, e  la collega del supermercato si scopre essere una bulimica guardona nella sua sofferta solitudine.

Il giovane, oggetto di scherno per le sue fattezze insolite, sfoga tutta la sua rabbia per il presente e per il passato su vittime innocenti.

Il personaggio è molto complesso: Scardone è molto bravo nel descrivere i pensieri, l’infanzia, l’adolescenza del protagonista del suo romanzo.

Non c’è riscatto vero e proprio, la sofferenza non è vista come espiazione o redenzione. C’è una ricerca sul perché del dolore, della vita meschina e senza senso dell’uomo in generale ma la risposta non si troverà da nessuna parte.

Il lettore viene spiazzato, però, da brani commoventi, in cui appare uno spiraglio di luce nel buio del male: ma quella porta viene subito chiusa, e tutto ripiomba nell’oscurità di un io sopraffatto dagli sberleffi di un inconscio sofferente, agonizzante, buono soltanto a ferire altre anime con tagli profondi.

Mary Zarbo

FRANCESCO SCARDONE nasce nel novembre 1989 a Torre Annunziata (NA).

Diplomato al liceo classico frequenta ora il corso di laurea in Lettere moderne.

Ha esordito nel 2010 con il romanzo Necrophylia. Ha pubblicato vari racconti su antologie e riviste specializzate.

Tra i suoi autori preferiti: Dostoevskij, Palahniuk, Kerouac. I suoi riferimenti cinematografici: Lars Von Trier, Fellini, Bergman.

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