Altri tempi

Filippo D’Arpa

Altri tempi. La storia fra sesso, omicidi e potere.

Novantacento ed. 2008

Accade che passeggi tra le bancarelle di roba usata e ti imbatti in quella dei libri.

Accade che nel mucchio non sai che scegliere, sono libri anonimi, soprattutto di arte e design.

Accade che le mani sono irresistibilmente attratte da un volumetto snello dalla copertina intrigante.

Quel libro, comprato con un solo Euro, si rivelerà tra le letture più piacevoli di questi primi mesi del 2013.

Ho letto con curiosità ed emozione Altri tempi, raccolta di racconti di Filippo D’Arpa.

Le storie narrate traggono spunto da fatti realmente accaduti in Sicilia, in un range tra il Cinquecento e il Novecento.

Intrighi, tradimenti, piaceri, leggi ingiuste, ironia, sono gli ingredienti di questo libricino.

Tra tutti i racconti mi hanno divertito “Divieto di arrubbare… per chi sa leggere” e “L’estate prossima”.

Nel primo, ambientato nel 1781, si racconta di alcuni ladruncoli e di una rapina. Il malcapitato si lamenta che l’editto, affisso dovunque, non venga rispettato. I ladri si stupiscono, non capiscono di che parli il tipo… In sostanza, l’editto vietava ruberie, specialmente con armi, e minacciava pene severissime. I ladri si giustificano dicendo che non sanno leggere!

Nel secondo lo spunto è dato dalla costruzione della funivia di Monte Pellegrino. Si legge di una telefonata del 1957 tra un impiegato comunale e un cronista, e poi una simile nel 1997. I lavori, in entrambi i casi, sarebbero iniziati “l’estate prossima”.

Lo stile di Filippo D’Arpa coinvolge e ricorda un po’ quello di Sciascia, di cui mutua, senza dubbio, l’interesse e la vena ironica nel trattare quadri di vita siciliana.

Mary Zarbo

L’autore

Filippo D’Arpa ha pubblicato con Mursia L’isola che se ne andò e Tarantola Ballerina. Ha curato con Salvo Toscano il libro La scelta pubblicato con Novantacento. Per il teatro ha scritto L’isola che si lasciò morire per Leo Gullotta, Malgrado tutto per il Teatro antico di Segesta, Il ponte mi sta stretto e Tutti intercettati per Ernesto Maria Ponte. Con Felice Cavallaro ha scritto per il teatro Bellini di Catania La finestra.

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